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mercoledì 30 gennaio 2008

Alice nel paese delle meraviglie...

Vabbè...Rapido sguardo alla situazione italiana: governo caduto, si intensificano gli scambi, i pareri, i cosidetti vertici per trovare una soluzione che probabilmente sarà quella di conferire il mandato al sen. Franco Marini, che tramite l'on.Baccini proverà a comporre un governo che preparerà la legge elettorale con cui poi andare alle urne tra otto, docici mesi.
Tutto ciò è probabile che non si realizzi visto che Gianfranco Fini, Berlusconi, e la (ex o neo) CdL propende tutta per il voto anticipato. Con Bossi che minaccia sempre rivoluzioni padane etc. etc.
Poi c'è il centro sinistra che deve affrontare un serio percorso di rinnovamento: PD, cose rosss e cose bianche cose a pois, socialisti che non si sa bene cosa vogliono fare da grandi etc etc.
Il tutto è condito al fine da Confindustria, Confcommercio, Confepiscopale che richiamano al senso di responsabilità etc. etc.

La commissione Attali ha terminato qualche giorno fa i suoi lavori: trecento (300) proposte di riforma dello stato.
Sempre da Parigi arrivano altri spunti di riflessione, dal corriere.it:
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_gennaio_30/gates_innovazione_ebdc5476-cf2d-11dc-8e3f-0003ba99c667.shtml


non so a voi ma a me viene da piangere...

venerdì 14 dicembre 2007

Fratelli d'Italia.

Guardo ora le prime pagine del Corriere della Sera, Primo piano, Italia-Usa il caso, tanto per essere precisi.
Il pretesto è la prima pagina del NYT di ieri che, guarda un po', è dedicata al declino dell'Italia "triste" e in rovina, al malessere degli italiani etc. in un ritratto "sconfortante" del nostro paese a cura del corrispondente a Roma Ian Fisher.
Sul sito del NYT sono anche pubblicate delle fotografie che raccontano l'Italia.
E, occupandomi di Immagine ed Immaginazione, va da sé che è là che mi fermo.
Sulle fotografie accompagnate dalle didascalie.
Un prete passa davanti ad un garage coperto di graffiti; la nuova Cinquecento- gli imprenditori chiedono meno burocrazia; Beppe Grillo- il comico che interpreta il malcontento degli italiani;
un clochard davanti all'Ambasciata francese; Bacio a Milano- il 70% dei ragazzi fra i 20 e i 30
anni vive ancora in famiglia.
Ora. io non sono particolarmente "nazionalista" né particolarmente antiamericana.
Ora: tutto vero ma tutto interpretabile come tutto.
Ora: niente di più facile che partecipare a quella tendenza -tutta italiana e da un po' anche americana- di sparare a zero sull'Italia: un ferito che è già a terra.
Però.
Guardo le foto. Leggo le didascalie. Penso agli americani.
I graffiti: ma non sono stati loro a farne una (ri)forma d'arte -escludendo quella preistorica ed
oltre- Keith Haring, Warhol e la Factory? La Cinquecento è stata eletta macchina dell'anno,
pensata in Italia, fabbricata in Italia, riprende la tradizione dell'italian design, però gli imprenditori vogliono più flessibilità.
Beppe Grillo. Ma Michael Moore?
Economia? E lo scandalo degli hedge found? Spazzatura che rischia di produrre effetti mortali in tutti i sistemi economici del mondo.
Clochard e soglia di povertà: veramente vogliamo parlarne? Degli homeless, dei disperati, della
delinquenza e violenza e di come i poliziotti americani la gestiscono per le strade?
Precariato: vero, figuriamoci. Ma nel paese più ricco del mondo non è prevista l'Assistenza medica.
I giovani "bamboccioni" italiani. Vero pure quello, figuriamoci.
Non sono nata a Roma, è la città che mi ospita, -come ospita Ian Fisher- e per una volta voglio rendere onore a quel cinismo romano che tanto piace ai turisti americani, vogliamo parlare veramente di condizione giovanile e compararla tra i due stati? Ok: mortacci loro, c'hanno una strage al mese commessa da studenti nei campus armati fino ai denti dalle multinazionali delle armi.
Per carità, così è facile. Ma così come è molto facile, e di facilissima presa, occuparsi dei problemi
dell'Italia tralasciando sempre, e sottolineo sempre, aspetti non proprio negativi come: il Made in Italy, le sfilate milanesi, il turismo in tutto il Paese, i Musei e il patrimonio artistico, gli architetti,
qualità della vita nei borghi e qualità nel cibo ovunque. Il nostro stramaledetto modello sociale, tanto vituperato, ma ci permette di risollevarci all’ultimo secondo. E un sacco di altre cose che non mi vengono in mente.
E per la vertià mi da un po' fastidio che il presidente Napolitano sia lì e si limiti ad un commento timido e modesto. Per la verità, oggi, mi da più fastidio questa remissività delle verità contenute in quell'inchiesta.
Per la verità, oggi, mi è venuto in mente quel fatto di Craxi, di Sigonella, dei carabinieri
di una sperduta e quasi dimenticata stazione siciliana, profondo Sud, che di fronte ai navy seals – tanto celebrati da Hollywood- per una volta, ebbero il coraggio e la possibilità di dire:
Americans? Stop here, this is Italian territory!!
[A]

mercoledì 21 novembre 2007

AVANTI SAVOIA...

da repubblica.it: I Savoia chiedono all'Italia 260 milioni"E' il risarcimento per 54 anni di esilio"

ROMA - I Savoia chiedono 260 milioni di euro allo Stato italiano come risarcimento per i danni morali subìti in 54 anni di esilio: 170 milioni li vuole Vittorio Emanuele; 90 suo figlio Emanuele Filiberto. Ma non è tutto: oltre agli interessi sulle somme richieste, i Savoia vogliono anche la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana.

Rino Gaetano (ottimo lo speciale di Minoli lunedì sera) diceva che l'Italia è un paese divertente...anzi che non ce n'era uno più divertente del nostro. Dobbiamo dare atto che il cantautore, troppo prematuramente scomparso, non solo aveva ragione da vendere, ma era anche riuscito a vedere la nostra realtà nazionale meglio e molto prima di chiunque altro.
Come non definire la spudorata richiesta degli ex-regnanti se non come un fantastico spunto per qualche numero da avanspettacolo? Roba che nemmeno il miglior Lino Banfi, ai tempi del Teatro Volturno di Roma, sarebbe stato capace di immaginare.
Tra i motivi della richiesta di risarcimento avanzata da Emanuele Filiberto ci sarebbero "i danni morali subìti durante l'esilio per la violazione dei diritti dell'uomo stabiliti così come stabilito nella Convenzione Europea del 1948".
Al di là delle questioni di opportunità storica (il 10 novembre del 1938 il re d'Italia Vittorio Emanuele III con la sua firma rende operativo il Manifesto della Razza, dando il via alle persecuzioni per gli ebrei italiani) sarebbe il caso di rammentare sommariamente al principe che negli ultimi anni questa famiglia in quanto a danni, morali e non, ne ha fatti abbastanza.
Al giovane rampollo bisognerebbe ricordare che la morte di Dirk Hamer sull'isola di Cavallo il 18 agosto 1978, venne causata dal padre che, ubriaco, voleva risolvere un litigio a forza di fucilate. Oppure bisognerebbe fargli rileggere come il venerando padre tirava sul prezzo contrattando rapporti sessuali a pagamento, o l'idea che Vittorio Emanuele ha della beneficenza (intercettazioni dell'inchiesta di Potenza).
Diciamo che la Repubblica Italiana potrebbe risolvere la questione donando tre copie di una qualsiasi antologia di storia per le scuole elementari a lui, al padre e alla di lui consorte; se leggendo questa, il rampollo riterrebbe ancora valide le ragioni per avanzare la richiesta di risarcimento, sempre la Repubblica Italiana potrebbe rivedere la scelta d'aver permesso ai Savoia di rientrare sul suolo patrio.