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mercoledì 21 novembre 2007

Avanti Savoia II - re travicelli e re carotoni

Stendiamo su presto
il rosso tappeto.
Apriamo la strada
al re Sottaceto.
E' bello, è gioviale,
non è materiale.
I soldi sudati
mangiando Saclà
lui stesso li dona
a chi non ne ha.
Su popolo vile,
vigliacca plebaglia,
non stare a magnare
l'infame brodaglia:
dè, corri veloce
al Conàd vicino
e segui l'esempio
del buon principino.
Ma quale Custoza
ma quale Unità.
La storia si onora
acquistando Saclà.
Tu vil mazziniano,
tu anarchico strano,
se vuoi ribellarti,
non serve sparare.
Un sedan biologico
or puoi comperare.
La stirpe rientra,
la storia è ripresa.
Su vieni felice
a fare la spesa.
E dentro lo stemma
lì sopra il portone
non croce sabauda
ma un bel carotone.


Giovanni Ferrari

AVANTI SAVOIA...

da repubblica.it: I Savoia chiedono all'Italia 260 milioni"E' il risarcimento per 54 anni di esilio"

ROMA - I Savoia chiedono 260 milioni di euro allo Stato italiano come risarcimento per i danni morali subìti in 54 anni di esilio: 170 milioni li vuole Vittorio Emanuele; 90 suo figlio Emanuele Filiberto. Ma non è tutto: oltre agli interessi sulle somme richieste, i Savoia vogliono anche la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana.

Rino Gaetano (ottimo lo speciale di Minoli lunedì sera) diceva che l'Italia è un paese divertente...anzi che non ce n'era uno più divertente del nostro. Dobbiamo dare atto che il cantautore, troppo prematuramente scomparso, non solo aveva ragione da vendere, ma era anche riuscito a vedere la nostra realtà nazionale meglio e molto prima di chiunque altro.
Come non definire la spudorata richiesta degli ex-regnanti se non come un fantastico spunto per qualche numero da avanspettacolo? Roba che nemmeno il miglior Lino Banfi, ai tempi del Teatro Volturno di Roma, sarebbe stato capace di immaginare.
Tra i motivi della richiesta di risarcimento avanzata da Emanuele Filiberto ci sarebbero "i danni morali subìti durante l'esilio per la violazione dei diritti dell'uomo stabiliti così come stabilito nella Convenzione Europea del 1948".
Al di là delle questioni di opportunità storica (il 10 novembre del 1938 il re d'Italia Vittorio Emanuele III con la sua firma rende operativo il Manifesto della Razza, dando il via alle persecuzioni per gli ebrei italiani) sarebbe il caso di rammentare sommariamente al principe che negli ultimi anni questa famiglia in quanto a danni, morali e non, ne ha fatti abbastanza.
Al giovane rampollo bisognerebbe ricordare che la morte di Dirk Hamer sull'isola di Cavallo il 18 agosto 1978, venne causata dal padre che, ubriaco, voleva risolvere un litigio a forza di fucilate. Oppure bisognerebbe fargli rileggere come il venerando padre tirava sul prezzo contrattando rapporti sessuali a pagamento, o l'idea che Vittorio Emanuele ha della beneficenza (intercettazioni dell'inchiesta di Potenza).
Diciamo che la Repubblica Italiana potrebbe risolvere la questione donando tre copie di una qualsiasi antologia di storia per le scuole elementari a lui, al padre e alla di lui consorte; se leggendo questa, il rampollo riterrebbe ancora valide le ragioni per avanzare la richiesta di risarcimento, sempre la Repubblica Italiana potrebbe rivedere la scelta d'aver permesso ai Savoia di rientrare sul suolo patrio.