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martedì 18 dicembre 2007

A proposito di depressioni, mutui, conti della serva...

dal corriere.it del 18/12/2007:

MUTUI SUBPRIME L'ALLARME DI DE BENEDETTI
Banche Ue esposte per 340 miliardi: «Informazione ricevuta da una fonte di cui non posso fare il nome»
MILANO - «Le banche europee hanno sofferenze non dichiarate sui mutui subprime per 340 miliardi di euro». Lo ha detto Carlo De Benedetti nel corso dell'assemblea di M&C, la società di investimenti di cui l'ingegnere di Ivrea è presidente del consiglio di sorveglianza. De Benedetti ha spiegato di aver ottenuto questa stima da «una fonte autorevole di cui non posso fare il nome per motivi di riservatezza».
DA AGOSTO IL MONDO E' CAMBIATO - De Benedetti ha aggiunto che «il peggio deve ancora venire». Il mondo, ha proseguito, è «cambiato da agosto di quest'anno a oggi, negli ultimi dieci anni c'è stato un eccesso di liquidità, oggi c'è una deflazione creditizia, non ci sono più soldi e la liquidità è un concetto virtuale, quando la macchina non gira, la liquidità si spegne». Secondo De Benedetti «le banche non danno più un euro a nessuno e non se lo prestano tra di loro, perché hanno diffidenza l'una dell'altra non sapendo che cos'hanno realmente in portafoglio». L'ingegnere, inoltre, ritiene che «entro il 31 dicembre non dovremo stupirci se anche solo per un giorno il tasso interbancario sarà del 10%, già oggi è superiore all'Euribor».
I RITARDI DELLE BANCHE CENTRALI - Quanto alla Federale Reserve, alla Bce e alle altre banche centrali, De Benedetti si è detto convinto del fatto che «hanno agito con ritardo, dovevano immettere liquidità sul mercato con maggior rapidità». E che «il problema è stato sottovalutato. In America, secondo De Benedetti, la reale esposizione del sistema bancario è ben superiore ai 30 miliardi indicati dal governatore della Fed, Ban Bernanke: «Possiamo aggiungere uno zero», ha detto. Trecento miliardi, dunque, di sofferenze non dichiarate negli Stati Uniti. Ma per una volta l'Europa non è da meno, visto che il maggior azionista del gruppo L'Espresso ha indicati addirittura in 340 miliardi l'esposizione totale degli istituti del Vecchio continente.

GOD BLESS AMERICA...

venerdì 14 dicembre 2007

Fratelli d'Italia.

Guardo ora le prime pagine del Corriere della Sera, Primo piano, Italia-Usa il caso, tanto per essere precisi.
Il pretesto è la prima pagina del NYT di ieri che, guarda un po', è dedicata al declino dell'Italia "triste" e in rovina, al malessere degli italiani etc. in un ritratto "sconfortante" del nostro paese a cura del corrispondente a Roma Ian Fisher.
Sul sito del NYT sono anche pubblicate delle fotografie che raccontano l'Italia.
E, occupandomi di Immagine ed Immaginazione, va da sé che è là che mi fermo.
Sulle fotografie accompagnate dalle didascalie.
Un prete passa davanti ad un garage coperto di graffiti; la nuova Cinquecento- gli imprenditori chiedono meno burocrazia; Beppe Grillo- il comico che interpreta il malcontento degli italiani;
un clochard davanti all'Ambasciata francese; Bacio a Milano- il 70% dei ragazzi fra i 20 e i 30
anni vive ancora in famiglia.
Ora. io non sono particolarmente "nazionalista" né particolarmente antiamericana.
Ora: tutto vero ma tutto interpretabile come tutto.
Ora: niente di più facile che partecipare a quella tendenza -tutta italiana e da un po' anche americana- di sparare a zero sull'Italia: un ferito che è già a terra.
Però.
Guardo le foto. Leggo le didascalie. Penso agli americani.
I graffiti: ma non sono stati loro a farne una (ri)forma d'arte -escludendo quella preistorica ed
oltre- Keith Haring, Warhol e la Factory? La Cinquecento è stata eletta macchina dell'anno,
pensata in Italia, fabbricata in Italia, riprende la tradizione dell'italian design, però gli imprenditori vogliono più flessibilità.
Beppe Grillo. Ma Michael Moore?
Economia? E lo scandalo degli hedge found? Spazzatura che rischia di produrre effetti mortali in tutti i sistemi economici del mondo.
Clochard e soglia di povertà: veramente vogliamo parlarne? Degli homeless, dei disperati, della
delinquenza e violenza e di come i poliziotti americani la gestiscono per le strade?
Precariato: vero, figuriamoci. Ma nel paese più ricco del mondo non è prevista l'Assistenza medica.
I giovani "bamboccioni" italiani. Vero pure quello, figuriamoci.
Non sono nata a Roma, è la città che mi ospita, -come ospita Ian Fisher- e per una volta voglio rendere onore a quel cinismo romano che tanto piace ai turisti americani, vogliamo parlare veramente di condizione giovanile e compararla tra i due stati? Ok: mortacci loro, c'hanno una strage al mese commessa da studenti nei campus armati fino ai denti dalle multinazionali delle armi.
Per carità, così è facile. Ma così come è molto facile, e di facilissima presa, occuparsi dei problemi
dell'Italia tralasciando sempre, e sottolineo sempre, aspetti non proprio negativi come: il Made in Italy, le sfilate milanesi, il turismo in tutto il Paese, i Musei e il patrimonio artistico, gli architetti,
qualità della vita nei borghi e qualità nel cibo ovunque. Il nostro stramaledetto modello sociale, tanto vituperato, ma ci permette di risollevarci all’ultimo secondo. E un sacco di altre cose che non mi vengono in mente.
E per la vertià mi da un po' fastidio che il presidente Napolitano sia lì e si limiti ad un commento timido e modesto. Per la verità, oggi, mi da più fastidio questa remissività delle verità contenute in quell'inchiesta.
Per la verità, oggi, mi è venuto in mente quel fatto di Craxi, di Sigonella, dei carabinieri
di una sperduta e quasi dimenticata stazione siciliana, profondo Sud, che di fronte ai navy seals – tanto celebrati da Hollywood- per una volta, ebbero il coraggio e la possibilità di dire:
Americans? Stop here, this is Italian territory!!
[A]