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lunedì 19 novembre 2007

Oltre 7 milioni di lavoratori vivono con meno di 1000 euro. Oltre 1 milone e 600mila i poveri tra i giovani



IRES-CGIL: OLTRE 7 MLN VIVONO CON MENO 1000 DI EURO/MESE
ALLARME GIOVANI: OLTRE 1MLN E 600 I POVERI

Sono 7,3 milioni i lavoratori in Italia che guadagnano meno di 1000 euro al mese, oltre 14 milioni quelli che vivono con meno di 1.300 euro. I dati emergono dal rapporto "su salari e produttivita' in Italia e in Europa" dell'Ires-Cgil.
La situazione peggiora al Sud, dove un lavoratore guadagna in
media 969 euro di salario netto mensile (-13,4% rispetto al
dipendente standard); tra i dipendenti delle piccole imprese
(-26,2%); tra gli immigrati (-26,9%); per le donne (-17,9%) e per
i giovani di eta' compresa tra i 15 e i 34 anni (-27,1%).
E ancora, l'indagine porta alla luce una "questione
giovanile". Secondo l'indagine, infatti, un apprendista di
eta' compresa tra i 15 e i 24 anni guadagna in media 736 euro
netti mensili. Un collaboratore occasionale, tra i 15 e i 34
anni, guadagna mediamente 768 euro netti mensili. Un cocopro o
cococo tra i 15 e i 34 anni ne guadagna 899.
Anche secondo gli ultimi dati Istat, sottolinea il
rapporto, 1 milione e 678mila giovani tra i 18 e i 34 anni
(ovvero il 13,7%) sono poveri, percentuale superiore alla media
(13,1%).

per consultare la tabella:

martedì 16 ottobre 2007

Primarie

3.300.000 cittadini italiani si sono recati a votare per le primarie che hanno incoronato leader del Pd Walter Veltroni con il 75 % ed eletto i membri della Assemblea Costituente. Sono stati eletti inoltre i segretari regionali del Pd e le rispettive Assemblee costituenti. Benissimo. La scorsa settimana, come abbiamo visto, si sono recati a votare sul Protocollo su Welfare e Pensioni oltre 5 milioni di lavoratori, senza molto chiasso, senza manifesti (non se ne sono visti molti in giro), senza spot televisivi, senza trasmissioni politiche con conduttori accondiscendenti. Anzi ci sembra di ricordare che qualche settimana fa usciva un'inchiesta, seguita da una querela vinta dai sindacati, che denunciava "la casta" di Cgil, Cisl e Uil con tabulati ed elenchi di privilegi assicurati ai rappresentanti dei lavoratori italiani. Tornando alle primarie, restano un fatto di grande rilevanza politica per l'alta partecipazione popolare registrata. Ma, pur nell'assoluto rispetto per chi ha votato, sorgono spontanee alcune domande e osservazioni. La prima domanda, sollevata da molti a dire il vero, è: ma per che cosa si è votato oltre che per Veltroni?
La seconda domanda è se i dirigenti dell'ala riformista della coalizione leggono questo risultato come la tomba dell'attuale assetto del centro sinistra? Vedi alleanze di nuovo conio. Nasceranno, inoltre, delle ulteriori fibrillazioni tra i maggiorenti del Pd dai nuovi rapporti di forza all'interno dell'assemblea costituente, visto che dominerebbero i Ds, almeno dai primi dati a disposizione, con il 65%? L'ultima annotazione di un osservatore delle file ai seggi, (ovviamente non sono andato a votare), è la seguente: ho visto, lo dico con il massimo rispetto, molte persone anziane. Dato rilevato anche dal direttore dell'Ispo, Renato Mannheimer, che, commentando sul Corriere della Sera la sorpresa della massiccia partecipazione alle primarie del Partito democratico e ricordando che gli analisti si dicevano scettici sul superamento della soglia dei tre milioni di persone, ha osservato invece come l'obiettivo sia stato raggiunto ma - ha sottolineato - "con qualche defezione (in termini di intenzioni di voto non seguita dai fatti) da parte dei più giovani". Ciò non toglie che il numero di partecipanti sia stato comunque straordinario e che il successo politico sia innegabile, tuttavia non prendere in considerazione questo aspetto sarebbe un errore da non compiere al momento della nascita del nuovo soggetto democratico.