Visualizzazione post con etichetta PSE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PSE. Mostra tutti i post

venerdì 20 giugno 2008

petizione internazionale contro le discriminazioni

Toscana-Europa e QuiPSE lanciano una petizione internazionale contro le discriminazioni

Firenze capitale d'Europa dell'inclusione e della tolleranza


Firma la petizione su http://www.quipse.eu/index.php?option=com_joomlapetition&func=viewcategory&Itemid=&catid=1

Firenze capitale d'Europa dell'inclusione e della tolleranza

Gli eurodeputati Guido Sacconi e Michael Cashman chiedono alla Commissione europea di rispettare gli impegni. Appuntamento a Firenze sabato 21 alle 18.30 in Piazza Poggi (Lungarno Cellini)




Firenze (16.06.08) - Firenze capitale d'Europa dell'inclusione sociale e della tolleranza. Questo è l'obiettivo che gli organizzatori della manifestazione che sabato 21 giugno vedrà presenti a Firenze in Piazza Poggi (a margine della notte bianca) Michael Cashman, l’eurodeputato inglese Guido Sacconi e Francesca Chiavacci. Occasione: il lancio della petizione internazionale -promossa dal gruppo liberaldemocratico e da quello socialista al Parlamento Europeo- contro ogni discriminazioni per età, disabilità, credo religioso ed orientamento sessuale.

Obiettivo, impegnare la Commissione europea ad emanare la promessa e mai realizzata Direttiva in questione .

Ed anche Firenze vuole fare la sua parte.“Candidiamo la nostra città ad essere capitale dello sviluppo civile e dell'inclusione sociale; motore di una serie di iniziative volte a diffondere la cultura delle differenze e l'integrazione tra identità, culture, popoli e religioni diverse” ha dichiarato uno degli organizzatori, Giuliano Gasparotti.

L'appuntamento é per le 18.30 presso le ex Rime Rampanti, in piazza Poggi, sabato 21 giugno.

L'iniziativa "Tutti i colori dell'uguaglianza" Da Firenze all'Europa contro ogni discriminazione” è promossa da Toscana-Europa e QuiPSE (la sezione toscana del PSE) ed ha avuto l’adesione finora di PD, Italia dei Valori, ARCI, Ireos, ANPI, ed il patrocinio del Quartiere 1 .

Molte le adesioni, che vanno ben oltre il solo campo della sensibilità politica democratica e socialista. Da esponenti delle associazioni omosex del mondo LGBT (Alessio de Giorgi, Mirco Zanaboni, Roberta Vannucci) al mondo istituzionale (Daniela Lastri, Stefano Marmugi e Stefania Collesei) e politico (Andrea Barducci, Giacomo Billi, Michele Morrocchi), da quello economico (Luca Mantellassi) a quello accademico (i docenti universitari Attila Tanzi e Chiara Rapallini). Saranno presenti anche il segretario della CGIL fiorentina Mauro Fuso ed esponenti dell'ANPI.

Al completo, all'iniziativa, anche tutti i presidenti dei cinque Quartieri fiorentini.

Una grande mobilitazione, quindi, perché il presidente Barroso rispetti gli impegni presi nel 2004, all'indomani dell'incresciosa bocciatura di Buttiglione al Parlamento europeo. Impegni che ad oggi rimangono lettera morta, visto che nel progetto di Direttiva (la Direttiva Orizzontale) è prevista solo la discriminazione per i portatori di handicap.

Da Firenze e dall'Italia parte un segnale politico forte e corale affinché le istituzioni europee siano in prima linea nella battaglia per l'affermazione dei diritti dell'uomo e dei valori di diversità e tolleranza.

lunedì 26 novembre 2007

Indennità di disoccupazione per i Precari. La proposta c'è ma i giornali non ne parlano.


In pochi lo sanno ma la proposta di istituire un'indennità di disoccupazione per i precari c'è. L'hanno fatta gli esponenti del Partito socialista guidato da Boselli, Angius ed altri durante la discussione sulla legge finanziaria al Senato. La proposta vincola l'erogazione dell'indennità alla partecipazione a programmi di riqualificazione professionale e reinserimento lavorativo. In soldoni vuol dire che chi percepisce questo assegno dovrà partecipare a corsi professionali ed accettare le proposte di lavoro, corrispondenti alla sua qualifica, che gli verranno eventualmente offerte. Il provvedimento inoltre non andrebbe neanche ad incidere sulla spesa pubblica poiché verrebbe sperimentato per i primi due anni con le risorse inutilizzate del Fondo sociale europeo dalle Regioni. Sono politiche nate in Danimarca e utilizzate in tutto il resto d'Europa sotto la spinta dei partiti membri del Pse. Si chiama flexsecurity ed è un modo per rendere la flessibilità uno strumento per lo sviluppo in grado di valorizzare anche i lavoratori senza caricarli, come avviene invece da noi, dei costi della competitività. Nessun giornale, nessun tg o altri mezzi di informazione hanno informato l'opinione pubblica di questa proposta messa in campo dai socialisti. Crediamo sia sbagliato non parlare di un provvedimento che riguarda milioni di nostri lavoratori, molti dei quali giovani, senza mettere i cittadini nella condizioni di conoscere una proposta anche se avanzata da un piccolo gruppo di parlamentari.

martedì 13 novembre 2007

Giù l'IVA, in alto...i cuori!

di Marco Zatterin (da La Stampa.it)

Troppe tasse sui condom, o profilattici, o preservativi, o come volete: ci sono tanti nomi quanti partiti politici. Il gruppo socialista del Parlamento europeo, il secondo più numeroso all’assemblea di Strasburgo, ha lanciato ieri una petizione per arrivare a presentare il primo dicembre, Giornata mondiale per la lotta all’Aids, un appello ai governi perché riducano l’Iva su quello che probabilmente è il sistema anticoncenzionale più diffuso e affermato del pianeta.
La normativa europea prevede che su questo delicato articolo ci sia un’imposta minima del 5 per cento e attribuisce agli stati la facoltà di decidere autonomamente il livello dell’imposta. In alcuni paesi, notano i socialisti, si arriva al 25 per cento (vedi Svezia e Danimarca).
Il vicepresidente del Pse, Jan Marinus Wiersma, spiega la mossa ricordando che, secondo la World Health Organisation (Organizzazione mondiale della Sanità), la diffusione del virus HIV sta crescendo nelle regioni europee. Nel vecchio continente, solo nel 2005, sono stati diagnosticati 26.984 nuovi casi. Quasi tutti di matrice eterossessuale.
L’idea non piace allo schieramento rivale dei socialisti, il Partito popolare europeo, le cui convinzioni cristiane impediscono di sostenere apertamente la contraccezione. Vale per l’Italia come per la Scandinavia. Tutto il mondo è paese anche se poi ti muore un parente per l’Aids.
Certo non è questa la soluzione del problema e fa venire i brividi l’idea che si debba discutere se un profilattico sia di destra o di sinistra.

Ma chi avesse voglia può andare a firmare (leggete sotto):

Join the campaign to cut VAT on condoms, a worthy cause if ever there was one!
There's a real chance the European Ministers may move on this, if weget enough people behind the campaign you may be able to enjoy safeloving at a fraction of the current cost!