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mercoledì 9 aprile 2008

Il relativismo ha battuto la storia. Le fregnacce la verità.

ADNKRONS di pochi istanti fa. ELEZIONI: BERLUSCONI, MAI FATTE E USATE LEGGI AD PERSONAM. Roma, 9 apr. - Nella precedente legislatura "non abbiamo fatto nessuna legge ad personam ed io non ne ho approfittato in nulla". Lo rivendica Silvio Berlusconi durante la registrazione della puntata di 'Omnibus', su La7, che andra' in onda domani.
E poi dicono che le partite di calcio non sono decise dagli episodi. Qui siamo di fronte ad una partita persa ingiustamente. Il risultato non è fedele a quanto si è visto in campo. Esigo la moviola! Lo so che gol è quando arbitro fischia ma porcona di quella maialona della storia di questi ultimi 15 anni, perdere così non mi va proprio. Lo so che non c'era la migliore rosa in campo, informutni, stress da campionato, la coppa, la champions tutto quello che volete ma almeno tenere il pareggio. Nella palla ovale c'è il terzo tempo, dove gli avversari si vogliono bene dopo essersi picchiati a dovere, in politica il terzo tempo lo faranno solo pd e pdl e per fortuna è la prima volta che non partecipare mi fa stare bene, ma oggi non possiamo concedere un terzo tempo a mr bugia! all'estero se c'è qualcosa che indigna l'opinione pubblica più di ogni altra cosa è sentire i politici mentire. La cosa li fa imbestialire e ai politici prima o poi gliele fanno pagare tutte. In Italia ciò è vietato, è concesso mentire ma soprattutto è concesso mentire in pubblico.


Ultimo annuncio: smettiamo di riconrrere sta fiaccola per cercare di spegnerla che tanto a chi riesce a spegnerla il più che gli regalano è un peluche di Mao in tanga con al collo gli anelli olimpici. Se dobbiamo spegnerla spegnamola una volta per tutte con un po di astuzia e poi dedichiamoci alle cose serie come il tibet libero e le bugie di mr B.

Enrico

lunedì 12 novembre 2007

IL PROBLEMA NON E' LA CADUTA MA L'ATTERRAGGIO.


Questa è la storia di un uomo
che cade da un palazzo
di cinquanta piani.
Mano a mano che cadendo
passa da un piano all'altro
il tizio, per farsi coraggio, si ripete:
"Fino a qui tutto bene.
Fino a qui tutto bene.
Fino a qui tutto bene."
Il problema non è la caduta ma l' atterraggio.

(L' Odio - Mathieu Kassovitz)


L'unica cosa certa nel bailamme di ieri, tra scene di violenza diffusa e commentatori che si ergono a grandi conoscitori della nostra società, è che un ragazzo di 28 anni è morto. Gabriele Sandri, giovane dj del piper è stato freddato da un colpo alla nuca mentre era seduto in auto, e si stava recando a vedere una partita di calcio.
Il resto conta poco, ma è sul resto che bisogna interrogarsi.
Alla luce dei comportamenti delle autorità, abbastanza incapaci di gestire le situazioni, e del più preoccupante stato dell'informazione in questo paese, in cui chiunque ormai si sente in diritto di esprimere le proprie opinioni anche se del tutto prive di senso, solo per avere i tre minuti di passaggio sullo schermo televisivo, è drammatico rendersi conto di come questo paese stia strappando ogni sorta di legame sociale che c'è alla base di una comunità.
Non è concepibile che si scatenino assalti alle caserme, e che quartieri interi siano ostaggio della violenza di bande organizzate che altro non aspettavano che l'accendersi di una miccia, così come non è pensabile che a seguito della morte di Giovanna Reggiani ci sia qualcuno che si organizzi in ronde e consumi la sua personale giustizia privata.
L'esigenza di ritrovare un senso dello stato non può più essere rimandata, continuare ad assistere inermi al baratto del bene comune per interessi di parte, soprattutto da parte di chi si candida invece al perseguimento degli interessi collettivi, siano questi politici, economici, sociali, continuerà a lacerare ancor di più quel tessuto sociale che ci tiene uniti.
Senza la prospettiva di un bene comune avremo la costante affermazione di un individualismo esasperato finalizzato al perseguimento di interessi privati, di gruppo, in cui tutto è lecito e tutto è consentito.
Chi ieri ha devastato, ha assaltato, ha distrutto, non rendeva omaggio alla morte di Gabriele Sandri. Chi si è reso protagonista delle scene di violenza ha semplicemente cavalcato l'onda emotiva per affermare la propria legge.
La speranza è che rispetto al drammatico fatto di cronaca consumatosi nell'autogrill in provincia di Arezzo le autorità abbiano il coraggio di fare piena luce, accertando le responsabilità e comportandosi di conseguenza; più in generale, la speranza è che si arresti il vortice di disgregazione sociale che si manifesta ormai quotidianamente.